Cronaca di una slavina a Sestriere
Lunedì, 11 Gennaio 2010
«Mi raccomando. Niente follie». La signora Marisa Levi, ieri mattina, è stata chiara. Quando ha portato sua figlia, dieci anni, al punto di ritrovo della scuola sci, alla partenza della seggiovia Cit Roc di Sestriere, si è raccomandata con il maestro. «So che lei è una persona perbene. Non mi faccia stare in pensiero».
Un brivido di paura è corso lungo la schiena di molti a sentire la storia di quella comitiva di allievi rimasta intrappolata sotto una slavina, sabato a mezzogiorno, sotto il Motta. Avevano inforcato una stradina non battuta, in mezzo alla neve fresca; un punto che fa parte delle piste del comprensorio ma che quel giorno era stato dichiarato off limits dagli addetti alla sicurezza. Gli uomini del soccorso alpino hanno salvato maestra e ragazzi, giovani di tredici anni.
La donna, Marina Bianchi, 39 anni, è stata segnalata alla procura di Pinerolo, che ora sta valutando se aprire un fascicolo. Ma a mamme e papà che ogni mattina lasciano i loro figli nelle mani dei maestri di sci, un po’ di timore è rimasto. «Noi ce ne restiamo qui, in paese, e non sappiamo dove vanno, su quali piste. Non sappiamo se vengono controllati a dovere, se il maestro riesce a vigilare, a tenerli tutti a bada. Sa, a volte sono anche dieci ragazzi per un maestro». Così la signora Levi. Così anche Giorgio Bartoli, due figli di sei anni: entrambi stanno imparando a sciare. «Un filo d’apprensione c’è sempre, ma è fisiologico. Io però mi fido, anche se stamattina (ieri, ndr) dopo aver sentito quella storia ero un po’ più titubante».
Hanno ragione? Forse sono preoccupazioni eccessive, perché lo sci non è il far west. Le regole ci sono. Giorgio Balmas, che dirige la scuola di Borgata, ogni volta che nevica, o le condizioni del tempo e delle piste non sono perfette, affigge un avviso in bacheca. «I maestri hanno il divieto assoluto di portare gli allievi in fuori pista», dice secco. «Ciò non toglie che possa esserci qualche fenomeno che si avventura. Ma le regole ci sono. E sono ferree». Il problema è farle rispettare e - su questo fronte - le scuole non possono agire più di tanto. «Le sanzioni esistono, eccome: dal richiamo alla sospensione dall’attività fino alla radiazione - racconta Balmas - Certo che controllare tutti è un problema».
Dal quotidiano ” La stampa ”
A volte ci pensano direttamente gli allievi o le famiglie a segnalare quel che non va. E le scuole intervengono. Capita spesso? «Capita», ammette Balmas, che però ci tiene a fare una precisazione: «Non è che adesso bisogna criminalizzare il fuori pista, che è un modo di vivere la montagna. Ci sono momenti in cui si può andare senza pericolo. Non dopo una robusta nevicata, però, come accaduto sabato. Quello è stato un errore».
Anche se, tecnicamente, non era proprio un fuori pista, visto che la stradina fa parte del comprensorio? Risponde Piera Coltura, vicedirettore della scuola sci Action di Sansicario: «La regola è che si portano gli allievi solo sulle piste o, al massimo, su quelle non battute». Insomma, in neve fresca purché in pista. «A volte quando nevica i gatti non fanno in tempo a sistemare tutte le piste. E allora si può anche scendere per un sentiero non battuto. Ma se quel giorno il soccorso alpino ha deciso di chiuderlo, non si va. Non so se è il caso di sabato, ma le norme sono queste». Insomma, se il tracciato è “regolare” ma quel giorno è vietato, la regola è girare alla larga. Sabato a Sestriere, a quanto sembra, la maestra è passata comunque.
6 commenti a “Cronaca di una slavina a Sestriere”
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In riferimento a quello che leggo sul mio conto, come se fossi una maestra sprovveduta, incosciente e imprudente, faccio presente a quei genitori spaventati a soprattutto a quel personaggio che si crede lui un “fenomeno” che per avere un po’ di notorietà chiama lui stesso “la Stampa” e richiede un’intervista solo per sputare fango sugli sci club concorrenti che vantano un numero di iscritti notevolmente superiore (nati tra l’altro dopo quello creato da lui) al suo sci club ormai alla “frutta” . .
che faccio questo mestiere da 10 anni senza aver avuto nessun problema e vantando una stima (che ho tutt’ora) da tutti i miei allievi e soprattutto dai genitori che mi sono completamente solidali e che addirittura vogliono formare un comitato difensore nei miei confronti visto tutto il can can che si sta creando inutilmente.
E’ capitato un incidente in un punto di passaggio di tanti sciatori e non in un fuoripista pericoloso (che anche il” fenomeno” tra l’altro pratica regolarmente) come si legge sui giornali . .
concludo dicendo a quei genitori di stare tranquilli perchè noi maestri siamo dei professionisti seri e coscienziosi e che pero’ devono tener conto che i rischi purtroppo ci sono comunque sempre in ogni attività sportiva che si pratichi sopratutto in uno sport che si pratica in alta montagna, in mezzo alla natura con tutti i tempi e variabili possibili. Ringrazio comunque tutti coloro che mi sono stati vicini e solidali e che non hanno sfruttato la disavventura altrui per facile pubblicità…
La gente parla senza sapere come sono andate veramente le cose.
Leggo con molta attenzione il commento di Marina Bianchi che è anche diventata “famosa” suo malgrado. E’ evidente che si tratta di un incidente e che per fortuna non vi sono state conseguenze anche per il pronto intervento dei soccorsi come è benissimo possibile che le informazioni riportate dai giornali siano state esagerate o deformate per motivi di visibilità mediatica. noi come blog raccogliamo le informazioni e le pubblichiamo così come sono proposte dai media. Ci auguriamo che questo blog sia utile mezzo di informazione più approfondita per tutti.
Conosco molto bene anche io quel “fenomeno” che non sa neanche se le punte degli sci vanno davanti o dietro… Un personaggio sempre alla ricerca di facile pubblicità e che come assicuratore vive sulle disgrazie altrui.
E’ meglio che invece di telefonare a LA STAMPA per farsi intervistare (notizia di dominio pubblico a Sestriere) si occupi del suo minuscolo Sci Club che con personaggi di questo calibro è destinato a sparire… Auguri Fenomeno
Brava Marina, nonostante l’ incidente che hai avuto, e lo spavento, sono felice di sentirti così forte nel dire quello che pensi. hai tutta la mia stima, e spero che quelli che hanno infangato il tuo nome si scusino al più presto.
Brava, nonostante l’incidente che hai avuto, e lo spavento, sono felice di sentirti così forte nel dire quello che pensi. hai tutta la mia stima, e spero che quelli che hanno infangato il tuo nome si scusino al più presto.