TURISMO SULLE VALLI OLIMPICHE:ECCO IL LIBRO NERO
giovedì, 11 febbraio 2010
Da La Repubblica
Brusco calo dei turisti, soprattutto quelli provenienti dall’estero. Alberghi semivuoti e scuole di sci con la metà dei maestri a spasso. Ecco il volto delle montagne olimpiche di Torino 2006, quando oggi aprono i Giochi canadesi di Vancouver.
Si verifica insomma un passaggio del testimone poco allegro, con ricadute a quattro anni dalle nostre Olimpiadi a dir poco inesistenti. E al di là della crisi economica e del tutto esaurito del sabato e della domenica, con venti-trentamila sciatori ai tornelli degli impianti, durante la settimanaè il deserto.E sono in molti a lamentarsi di una situazione che registra un calo di oltre il 50% rispetto a stagioni anche pre-olimpiche.
Risultato: Sauze d’Oulx, seconda patria degli inglesi, sino a ieri erano ospiti degli alberghi circa 500 anglosassoni. E nei prossimi giorni non ne sono attesi più di tanto: circa settecento più due pullman di polacchi, contro i soliti 1500 alla settimana che arrivavano con voli charter da Londra.
A Bardonecchia va un po’ meglio, grazie ai 1300 ferrovieri provenienti in da tutt’Italia per trascorrere la settimana bianca. Pescati all’ultimo momento dal neo consorzio locale per la promozione del turismo. Poi sarà tutto da inventare. Giorgio Montabone, vice presidente del neo consorzio per il turismo promette che riuscirà a riempire tutti i 1500 posti letto. «Siamo appena partiti. Puntiamo molto sullo snowboard.
Abbiamo intenzione di portare già da quest’anno 500 ragazzini la settimana con una convenzione con le scuole. Ma poi ci muoveremo anche all’estero».
Dall’altra parte della valle, a Sestriere, sono in netto calo i turisti russi che occupavano buona parte delle “location” più lussuose.
Pare che siano tutti a Cortina. E qui si sta cercando di compensare con i polacchi. Intanto Gianni Poncet, ex dirigente della Sestriere Spa e tecnico di sci di fama mondiale si è inventato anche lui un consorzio su modello altoatesino che coinvolge più comuni: Sestriere, Cesana, Sauze di Cesana e presto Pragelato. E poi scuole di sci, alberghi e tutte le altre strutture. «Abbiamo perso quattro anni. Non so cosa è successo, ma le ricadute olimpiche sono nulle- spiega- E’ ora di tirarsi su le braghe e ricominciare tutti insieme.
La concorrenza delle altre stazioni è fortissima». Si tratta proprio di combattere. Come vuol fare Laurent Samou, il nuovo direttore del Consorzio Sestriere Montagne Olimpiche, anch’egli ex Sestriere spa ai tempi della Fiat di Umberto Agnelli, il primoa portare russi e scandinavi al Colle: «Nel 1998 sfruttando l’eredità dei Campionati del mondo, qui al Colle avevamo dovuto far richiesta ai proprietari delle seconde case per ospitare 400 persone in più, che non trovavano posto negli alberghi. E per l’intera stagione. Il nostro obiettivo è ottenere di nuovo simili risultati». Meno ottimista è Mauro Meneguzzi, maestro di sci e sindaco di Sauze: «Il problema è che anche quei pochi turisti che sono, hanno pochi soldi. L’esempio e che vengono a fare la settimana bianca senza prendere una lezione di sci: le scuole hanno un calo di oltre il 50%. Non parliamo poi di ristoranti e negozi di articoli sportivi. Un disastro».
(11 febbraio 2010)
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